SCARICO A PARETE: DIVIETO DAL 31agosto2013
AREA TECNICA

SCARICO A PARETE: UN COMPORTAMENTO IRRESPONSABILE

07 Set 2018
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FACCIAMO CHIAREZZA!

Il decreto legislativo 102 del 04 luglio 2014 indica come unico luogo di evacuazione dei fumi e dei vapori di cottura la sommità dell’edificio, e precisamente citiamo...

Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente...”

Non ci sono quindi più dubbi, dopo mesi di incertezze è stata fatta luce su un argomento spinoso che, complici precedenti decreti (art. 5 DPR 412/93 - che nulla avevano a che fare con la salubrità dell’aria, ndr), aveva creato non poco scompiglio nel settore. Giustamente è stata indicata inoltre la “regolamentazione tecnica vigente”, che ricordiamo può essere coercitiva in senso regionale – comunale (regolamenti di igiene), applicando così quanto previsto dalle normative in materia (UNI 7129:2015 – parte 3).

Per ogni ulteriore delucidazione vi invitiamo a contattare i nostri uffici. Qualora voleste approfondire le deroghe allo scarico a parete vi invitiamo a leggere a seguire quanto in merito.

A disposizione inoltre un interessante video di ASSOCAMINI, (qui il link) associazione produttori di sistemi fumari che, in maniera semplice ed esaustiva, chiarisce molti dubbi su questo scottante argomento.

SCARICO A PARETE: LA DEROGA CONVIENE?

Per dovere di informazione ricordiamo che esistono tuttavia alcune deroghe al precedente comma 9 del dlgs 102 che testualmente citiamo
 

Caso 1) si procede, anche nell'ambito di una riqualificazione energetica dell'impianto termico, alla sostituzione di generatori di calore individuali che risultano installati in data antecedente a quella di cui al comma 9, con scarico a parete o in canna collettiva ramificata;

In questa specifica evenienza ricordiamo inoltre che il posizionamento del terminale di evacuazione deve attenersi specificatamente alle modalità previste dalla norma UNI 7129, molto restrittive e con precisa indicazione in merito alla presenza di finestre, balconi, calpestii ed ingombri vari dell’edificio oggetto (gronde – rientranze).

Caso 2) l'adempimento dell'obbligo di cui al comma 9 risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici oggetto dell'intervento, adottate a livello nazionale, regionale o comunale;

Il decreto parla chiaro: si tratta infatti di incompatibilità tecnica di coesistenza tra l’edificio (ad esempio di interesse storico) e la canna fumaria. Tuttavia doverosamente ricordiamo che tale incompatibilità è comunque posta in secondo piano rispetto all’esigenza di salubrità degli ambienti: molteplici sono infatti le deroghe a tale incompatibilità derivanti, ad esempio, da un’evacuazione che “disturba” la percezione umana.

Caso 3) il progettista attesta e assevera l’impossibilità tecnica a realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto;

Attestare ed asseverare: un processo laborioso e complicato con il quale il tecnico responsabile si fa carico in qualunque eventualità dell’avvallo ad uno scarico a parete.

Caso 4) si procede alle ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell'edificio, funzionali e idonei o comunque adeguabili all’applicazione di apparecchi a condensazione;

Anche per questa eventualità è comunque limitata la scelta dei generatori installabili (prestazioni) e condizionata al posizionamento dei terminali di evacuazione.

Caso 5) vengono installati uno o più generatori ibridi compatti, composti almeno da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore e dotati di specifica certificazione di prodotto.

Speculare osservazione del caso 4, con scelta “forzata” del generatore.

Corretto sistema di scarico a tetto

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